Informativa

Questo anno il buon Dio ci ha dato l’opportunità di vivere una vera quaresima per comprendere fino in fondo il dono del Suo amore per noi. Spesso le belle cose e le belle persone che abbiamo intorno a noi le diamo per scontato, non dando loro il giusto apprezzamento. Fino a che non vengono a mancare. In quel momento ci vengono i sensi di colpa: “Se avessi fatto quello, se non avessi fatto questo”. Ecco che questo tempo è proprio così e quindi non è a caso. Possiamo comprendere ora il valore del dono che Cristo ci ha lasciato. Apprezzando questo dono, potremmo utilizzarlo bene, per avere, cioè, una vita buona, per vivere bene ogni giorno della nostra esistenza, per non cadere nella disperazione, per non rimanere fermi. Per non vivere da paralitici. Gesù ci dice: “Alzati, prendi la tua barella e cammina”. Il paralitico che troviamo nel Vangelo, si disperava da 38 anni perché non trovava nessuno che lo aiutasse. Intorno aveva soltanto malati che, a loro volta, volevano star bene ed entravano nella piscina della guarigione sempre prima di lui, lasciandolo indietro, solo. Anche oggi viviamo questa situazione del “Chi prima arriva, prima alloggia”, una corsa verso non si sa dove, basta arrivare primi. Gesù, in questo tempo particolare, ci obbliga a fermarci e ci chiede “Vuoi guarire?”. Domandiamoci allora da che cosa vogliamo guarire, quale è la nostra sofferenza, perché, se riconosciamo la nostra malattia, sapremo trovarne anche la cura. Facciamoci un esame di coscienza e lasciamoci condurre da Gesù che, consapevole della nostra incapacità di vedere al di là del nostro naso, si ferma e ci chiede se vogliamo guarire. Ci offre un’opportunità di salvezza. Lui può portarci alla vera guarigione. Proprio come ha fatto col paralitico. Quando Gesù successivamente lo incontra nel tempio gli dice “Ecco, sei guarito! Ma non peccare più”. Scegliamo di seguire Gesù ed allora guariremo e la nostra sarà davvero una vita piena, buona e santa.

Immagine: Francesca Messeri