Informativa

“Io sono la porta ed il buon pastore” dice Gesù. La porta rappresenta la sicurezza di entrare in un luogo sicuro come la casa, ma da essa possiamo anche uscire. Cristo è quindi colui che ci rende capaci di camminare per le vie della vita. Uscire ed entrare significa vivere seguendo la vocedel pastore. Oggi sono molte le voci del mondo, quindi per riconoscere quale sia quella di Cristo dobbiamo prima di tutto conoscerlo. Dire “Io credo in Dio,” è l’inizio di un percorso che prevede che poi ci mettiamo in cammino dietro al pastore che ci porta nei pascoli. Non dobbiamo mai pensare di essere arrivati perche l’inquietudine della Fede è la prova di cui abbiamo bisogno ogni giorno vagliate a che punto siamo del nostro cammino. “Nasce nel nostro cuore il desiderio di imparare l’arte di Cristo, cioè amare e soffrire per gli altri lasciando che l’amore entri nelle nostre sofferenze quotidiane”. Il pastore ci porta sulla strada che trasforma i nostri sentimenti, le nostre emozioni e la nostra personalità. Pensiamo a quando, presi alla sprovvista, diciamo “Io sono così, questo è il mio carattere”; scordiamo questa abitudine. Non ci sono caratteri stampati per sempre, l’autenticità della persona umana sta nella sua capacità ad imparare a trasformarsi mettendosi in cammino. Per i cristiani l’autenticità del proprio carattere dipende dalla misura in cui, giorno dopo giorno, si assomiglia al carattere di Cristo. Come? Ascoltando la voce di Dio. Ce lo dice S.Paolo: “Abbiate gli stessi sentimenti che furono in Cristo Signore”. È questo il nostro obiettivo ed è per questo che dobbiamo riconoscere ogni giorno la voce del Pastore in mezzo a mille altre voci. Riconosciamo la voce di Cristo nella voce della Chiesa che, in questo tempo particolare, ci invita ad annunciare il Vangelo ed a nutrire le nostre anime con la Parola di Dio e la preghiera. Espandiamo nelle nostre famiglie il profumo della presenza di Dio che si propaga ogni giorno nell’ascolto della Parola e dal culto nella preghiera. La pandemia ci ha costretto a spostarci fisicamente dal luogo della comunità al luogo della famiglia. Non sprechiamo questo dono che Dio ci ha dato e non dimentichiamolo una volta tornati alla normalità.

Immagine: Francesca Messeri

Il Buon Pastore