Informativa

Intervista a Carmen e Alarico, terza e ultima parte.

La logica del mondo ci invita a pensare sempre più a noi stessi in ogni ambito della vita: in famiglia, nel lavoro e anche nell’amore.

Le relazioni sono basate sulla felicità personale, la noia non è vista come un momento passeggero ma come uno stato d’animo che non debba mai sopraggiungere all’interno di una coppia.
La routine.
Le difficoltà quotidiane.
La vita vera di una coppia è fatta anche di questo.
Non ci sono solo i baci, gli abbracci, le gite; ci sono anche le bollette da pagare, i conti che non tornano, i bambini che si ammalano.

Come è possibile fare in modo che tutto questo non soffochi i sentimenti?
Come possiamo superare la stanchezza della quotidianità?
Oggi come oggi, l’amore tra un uomo e una donna, può davvero sopravvivere finchè morte non li separi?
Ma soprattutto, esiste qualcuno che davvero crede in questa possibilità?

Forse basterebbe ricordarsi i primi momenti, il corteggiamento, ciò che dell’altro ci ha fatto innamorare ed i progetti che sognavamo insieme.
Forse basterebbe non aver paura ed affidarsi.
Sognare in grande.
Pensare ad una famiglia che, unita dall’Amore di Dio, è solida nella gioia e nelle difficoltà.
Avere il coraggio di essere sinceri, di trovare il tempo per ascoltare ed essere ascoltati.
Discutere ma senza offendersi.
Arrabbiarsi ma senza provare rancore.
Perdonare e perdonarsi.
E quando poi si è stanchi, quando la forza viene a mancare, allora è in chiesa che dovremmo andare.
Lì troveremo sempre la linfa che ridona lo slancio e la vivacità al corpo ed allo spirito.

Il matrimonio cristiano è fatto di tre persone: l’uomo, la donna e Dio.
E’ Lui stesso che, sigillando l’unione tra gli sposi, può dar loro il sostegno per arrivare alla fine della vita e poter dire “Ce l’abbiamo fatta, abbiamo mantenuto la nostra promessa”.