Informativa

Alziamo lo sguardo ed annunciamo la gioia.

Oggi torniamo a celebrare insieme la S.Messa ma, in tutto questo tempo di quarantena forzata, la Chiesa non si è mai fermata; Cristo non ha mai sottratto a noi la Sua presenza. L’Ascensione ci garantisce la presenza universale di Cristo. Il cielo rappresenta il cosmo; dovunque siamo nel mondo, basta alzare lo sguardo e vediamo un pezzo di cielo. “Alzare lo sguardo, camminare nella speranza. Questo è il percorso che la liturgia dell’ascensione del Signore assegna ai credenti”. La nostra missione è annunciare la gioia di vivere, la misericordia di Dio e ricordare che c’è qualcuno che, salito al cielo, ci chiede di alzare lo sguardo, anche quando la vita ci dà mille motivi per rivolgere gli occhi verso il basso. Quando ci sentiamo a terra, ricordiamo il percorso che ha fatto Gesù dalla tomba alla risurrezione, dal basso verso l’alto, così da alzare il nostro sguardo. Camminando con gli occhi al cielo, possiamo guardare avanti e ammirare il panorama che si rivela davanti a noi. L’Ascensione di Cristo al cielo, è un invito che Gesù fa costantemente ai suoi amici di alzare sempre lo sguardo. Alleniamoci a mantenere lo sguardo innalzato. Questo ci garantisce di camminare nella speranza di non essere soli, certi che qualunque preoccupazione non potrà mai abbassare i nostri occhi a terra.

Gesù dice ai suoi discepoli che saranno battezzati in Spirito Santo ed attraverso di esso avranno la forza di andare in missione e questo accade anche a noi oggi. Abbiamo la missione di comunicare al mondo la presenza universale di Cristo. Ecco perchè per noi cristiani questo tempo che abbiamo vissuto non è una parentesi ma, bensì, è un’esperienza dell’opera di Dio in mezzo a noi. Per questo dobbiamo vincere la tentazione di mettere da una parte il ricordo dell’isolamento per riprendere la vita come era prima. Ciò che sta accadendo adesso non è una ripartenza, non è una riapertura: la Chiesa è ed è sempre stata in cammino. Abbiamo fatto un’esperienza diversa dell’incontro con Dio ed ha molto da insegnarci e come comunità cristiana dobbiamo riguardare queste settimane che abbiamo vissuto cercando di cogliere, al loro interno, il messaggio che Dio ha lasciato per noi, perchè la normalità che cerchiamo, non è quella che abbiamo lasciato. La quarantena, le mancate celebrazioni comunitare, l’isolamento forzato dalla pandemia ci hanno fatto capire che dobbiamo trovare un nuovo modo di comunicare il nostro messaggio, affinché sia più efficace nel tempo che viviamo. Cerchiamo la normalità nell’incontro con Dio, Gesù ci garantisce la sua presenza permanente e quindi non dobbiamo avere paura di trasformarci o cambiare.

Immagine: Francesca Messeri