Informativa

La liturgia di oggi (Marco 12, 28-34) ci fa riflettere tra il rapporto con Dio e quello col prossimo. Ogni religione mette il culto a Dio al di sopra di ogni altra cosa. La novità del Cristianesimo sta nel mettere sullo stesso piano il rapporto con Dio e quello col prossimo. Anzi. Il rapporto con Dio passa attraverso il rapporto con il prossimo. La grazia che Dio ci dona, ci permette di arrivare a Lui, attraverso il nostro modo di relazionarci con il prossimo. La grazia che riceviamo e chiediamo a Dio, è una grazia che va messa a fruttificare nel rapporto con il prossimo. Non potrò mai dire di amare Dio al di sopra di ogni cosa se non amo il mio prossimo. Come posso sapere io di amare Dio? La risposta è semplice: attraverso il mio rapporto con gli altri. Per verificare la nostra fede in qualsiasi momento, dobbiamo soltanto fare un esame di coscienza sul nostro rapporto con gli altri, senza andare a guardare molto lontano. Vedremo che, allora, dovremmo rimetterci fin da subito in “allenamento”. La Quaresima è proprio questo: il tempo in cui noi cristiani intensifichiamo i nostri esercizi spirituali che ci portano a migliorare la qualità del nostro rapporto con il prossimo e, di conseguenza, il nostro rapporto con Dio. Sono due cose che vanno di pari passo. Come dice San Giovanni in una sua lettera: “Come posso dire di amare Dio che non vedo fisicamente, se non riesco ad amare il fratello che vedo fisicamente?”. A volte è più facile ingannare noi stessi, confezionandoci Dio su misura, come ci torna meglio. Il Vangelo però ci dice che quell’amore di Dio che ci confezioniamo su misura non esiste, è un inganno e quindi dobbiamo iniziare a curare le nostre relazioni con le persone, perché è lì che si gioca la nostra misura d’amore, il nostro culto a Dio.

Immagine: Francesca Messeri